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Avvisi per la nostra comunità

Avvisi

 

Carissimi, in questo momento particolare di disagio e apprensione per l’emergenza virale nelle nostre terre diamo alcuni avvisi che interessano la nostra comunità, per rimanere uniti:

 

Domani Mercoledì delle Ceneri la nostra chiesa sarà aperta dalle 8,30 alle 20,00 per la preghiera personale. In chiesa troverete un foglietto per la preghiera da fare in chiesa o a casa in famiglia. Sarà disponibili inoltre il “solito” libretto che accompagna tutta la Quaresima.

- L’inizio del tempo di Quaresima, richiama l’amore misericordioso del Padre che continuamente rinnova e rigenera la nostra vita. La preghiera personale, “nel segreto”, che il Padre ascolta è una grande strada indicata anche nel Vangelo di Matteo, con il quale inauguriamo la Quaresima. È di grande rilievo la preghiera della Liturgia delle Ore, in modo particolare le Lodi mattutine e il Vespro, i cui testi sono facilmente reperibili on line.

- Accanto alla preghiera ci sia la carità – scelte e azioni buone – anch’essa caratteristica del tempo quaresimale, indicata nel testo di Matteo come «l’elemosina da compiere nel segreto». Davanti al tabernacolo raccogliamo offerte e generi alimentari.

- Per chi può e lo desidera, nel giorno del Mercoledì delle Ceneri la Chiesa raccomanda il digiuno e l’astinenza dalle carni. È una pratica per la quale serve “profumarsi il volto”, che ci riporta a ciò che è essenziale per la nostra vita.

- Segnaliamo inoltre che sul canale Youtube della Diocesi di Padova verrà trasmessa la messa del Mercoledì delle Ceneri e della prima domenica di Quaresima celebrata dal vescovo Claudio nella cappella privata del Vescovado; sul sito della Diocesi (www.diocesipadova.it) verranno proposte, per questa prima settimana di “emergenza”, delle meditazioni quotidiane sulla Parola di Dio a partire da martedì 25 febbraio, poi trasmesse quotidianamente anche dall’emittente Telenuovo.

Il mercoledì delle Ceneri sul canale you tube della diocesi vi sarà la celebrazione del Vescovo Claudio alle ore 19.00 mentre sulla web radio di Villa Immacolata sarà trasmessa una celebrazione della Parola: alle ore 16.00 col Vescovo emerito Antonio, alle 21.00 con il direttore della Casa don Federico Giacomin. Il vescovo Claudio sarà di nuovo sul canale you tube della diocesi domenica 1 marzo, per la celebrazione alle ore 10.00

Domenica 1 marzo, non potendo celebrare l’Eucarestia, la chiesa sarà aperta la mattina e il pomeriggio con il Santissimo Sacramento esposto per la preghiera personale, come richiamo al dono eucaristico che si rinnova ogni domenica, Pasqua della settimana.

 

La nostra chiesa rimane aperta giovedì, venerdì e sabato dalle 8.30 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00.

NB: Il parroco celebra ogni giorno la S. Messa in forma privata nella quale affida al Signore tutta la nostra comunità e i defunti di coloro che volevano ricordarli in questi giorni.

Messaggio del Vescovo Claudio inviato a tutte le nostro comunità

Una Quaresima che inizia senza la solenne convocazione della comunità è per lo meno strana. Pone domande, sollecita considerazioni, indebolisce le nostre consolidate tradizioni: è un inizio provocatorio. La sospensione della celebrazione ci induce a ripensare al senso stesso del Mercoledì delle Ceneri e alla sua rilevanza nella vita spirituale. Per molti era una consuetudine che non poneva più interrogativi, per altri era stata trascurata semplicemente per distrazione : ora ritorna all’attenzione!

Questo vuoto, che nella musica si chiama pausa, arricchisce la melodia; nella pittura una piccola macchia di colore in un campo uniforme diventa richiamo, ad esempio un punto bianco su sfondo nero. Queste pause e questi punti attirano l’attenzione. Si tratta di tramutarli in ricami: è un’arte!

Anche questo Mercoledì delle Ceneri e questa prima domenica di Quaresima, vissuti in modo tanto strano, possono essere un’occasione di grazia perché «tutto concorre al bene di coloro che il Signore ama».

L’assenza della comunità convocata. Educati ad una visione troppo individualistica della nostra fede, adesso che viene a mancare l’assemblea convocata percepiamo che senza una comunità si perde qualcosa di importante. È una comunità che celebra l’inizio del tempo che prepara alla Pasqua e Pentecoste; è una comunità che si dà, da secoli, tempi e riti per ritrovarsi e continuare il proprio cammino, rinnovando l’appello a tutti di seguire Gesù e il suo Vangelo; è una comunità che ogni anno desidera far memoria della sua lunga storia di relazione con Dio Padre, della sua identità dovuta all’opera che Gesù ha compiuto proprio per lei, della sua preziosità in un mondo sedotto dalla autoreferenzialità che è sempre chiamato, invece, ad attendere da Dio la sua salvezza; è una comunità che celebrando i sacramenti e facendo memoria del Battesimo, si riconsegna al Signore per essere segno, luce e sale, della sua misericordia e del suo amore.

Non abbiamo voluto noi disposizioni così restrittive, ma vivendole impariamo a sentirci solidali con il nostro territorio e la sua organizzazione civile e sociale di cui vogliamo essere interlocutori responsabili e affidabili, avendo la certezza che il Signore onnipotente arriva ovunque e comunque con la sua grazia. Con questa fiduciosa certezza possiamo straordinariamente privarci con dolore anche delle cose più preziose che possediamo, come i sacramenti e la domenica.

Quella che viviamo è un’occasione per riscoprirci personalmente responsabili del nostro cammino di fede, o meglio della risposta che ciascuno di noi è chiamato a dare al Signore. Egli sempre ci chiama, continuamente ci aspetta anche quando, come il figlio prodigo, siamo lontani dalla sua casa. Ci aspetta rispettando la nostra libertà. La convocazione sarà quest’anno per un incontro con Lui nel nostro cuore. E, se siamo in grado, nella nostra casa, parlandone rispettosamente e autorevolmente con il nostro coniuge , i nostri figli e i nostri cari.

L’inizio della Quaresima può essere solenne ugualmente anche se non secondo le consuetudini, ma secondo lo Spirito, nell’interiorità di ciascuno. Il Signore ci chiama a convergere su di Lui e a rinnovare la nostra fraternità con la sua comunità non a partire da una grande assemblea, ma nel nostro segreto. «E il padre tuo che vede nel segreto ti ricompenserà».

Non perdiamo dunque questa occasione per sentirci provocati personalmente ad accogliere la grazia della Quaresima.

Il punto di colore diventa disegno, la pausa musica.

Perché non tentare di mutare questa mancanza di convocazione comunitaria in ricamo ecclesiale impreziosendo e rifinendo con arte spirituale una situazione imprevista?

Invoco la benedizione di Dio su questa nostra terra e su tutte le terre del Pianeta.

In questo momento l'apprensione per sé e per i propri cari, forse persino il panico, si diffondono e contagiano il nostro vivere con maggior rapidità e con più gravi danni del contagio del virus

Invoco la benedizione di Dio per tutti: la benedizione di Dio non è una assicurazione sulla vita, non è una parola magica che mette al riparo dai problemi e dai pericoli.

La benedizione di Dio è una dichiarazione di alleanza: Dio è alleato del bene, è alleato di chi fa il bene. Invoco la benedizione di Dio sugli uomini di scienza e sui ricercatori.

La gente comune non sa molto di quello che succede, dei pericoli e dei rimedi di fronte al contagio.

Il Signore è alleato degli uomini di scienza che cercano il rimedio per sconfiggere il virus e il contagio.

In momenti come questi si deve confermare un giusto apprezzamento per i ricercatori e per gli uomini e le donne che si dedicano alla ricerca dei rimedi e alla cura dei malati.

Si può essere indotti a decretare il fallimento della scienza e a suggerire il ricorso ad arti magiche e a fantasiosi talismani. La scienza non ha fallito: è limitata.

Siano benedetti coloro che continuano a cercare con il desiderio di trovare rimedi, piuttosto che di ricavarne profitti. Certo si può anche imparare la lezione che sarebbe più saggio dedicarsi alla cura dei poveri e delle condizioni di vita dei poveri, piuttosto che a curare solo le malattie dei ricchi e di coloro che possono pagare.

Che siano benedetti gli scienziati, i ricercatori e coloro che si dedicano alla cura dei malati e alla prevenzione delle malattie.

Invoco la benedizione di Dio per tutti coloro che hanno responsabilità nelle istituzioni.

La benedizione di Dio ispiri la prudenza senza allarmismi, il senso del limite senza rassegnazione. Il consiglio dei sanitari e delle persone di buon senso suggerirà provvedimenti saggi.

Ogni indicazione che sarà data per la prevenzione e per comportamenti prudenti sarà accolta con rigore dalle istituzioni ecclesiastiche.

Invoco la benedizione di Dio su coloro che sono malati o isolati.

Vi benedico in nome di Dio perché Dio è alleato del desiderio del bene, della salute, della vita buona di tutti.             

 

    Mario Delpini, arcivescovo di Milano

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